Il sito della SO.HA - GiovaniCittadiniAttivi
Sportello per i diritti dei giovani lavoratori "stagionali" e atipici
GLI UNICI CHE DIFENDONO I TUOI DIRITTI, DI GIOVANE E LAVORATORE.
Presso la sede della SO.HA - GiovaniCittadiniAttivi in Viale Kennedy,101 a Pescara
DAL 12-07-2010 AL 20-09-2010
ogni Lunedì e Giovedì dalle 17:30 alle 19:30
SPORTELLO INFORMATIVO DI ASSISTENZA E TUTELA PER I LAVORATORI ATIPICI E "STAGIONALI"
RACCONTACI LA TUA STORIA DI ORDINARIO SFRUTTAMENTO IN TOTALE ANONIMATO!
STORIE
Anonimo1 Premetto che il mio ruolo non era solo quello di barista, ma anche quello di cameriera, lavapiatti e lavac***i.
Lo stabilimento in questione è uno dei tanti della riviera pescarese in
zona centro. Pagata una miseria (2 euro l'ora), senza giorno di riposo.
Il contratto ovviamente non era in regola: sulla carta per quello
stabilimento ero una lavoratrice occasionale.
Quest'esperienza risale a due anni fa, ma so che lo stabilimento X
ricerca ancora giovani studenti senza esperienza da poter sfruttare
senza problemi.
Anonimo 2 lavoro come cameriere più di otto ore, 7 giorni su 7, in un albergo di Silvi, peccato che mi pagano la metà di quanto mi spetti, il contratto è a chiamata quindi risulta la mia presenza per qualche giorno a settimana...invece non ho neanche il riposo.
ho scelto di studiare all'alberghiero perchè mi piace il settore...devo ricredermi?
Ciao a tutti gli amici di Cromo, se dovessi parlare di me, inizierei
dalla vicenda che mi ha colpito quest’estate! Verso maggio ho deciso di
trovarmi un lavoro estivo.
Un pò per fare nuove esperienze nel campo lavorativo, un pò per non
dipendere sempre ed esclusivamente dalla mia famiglia. Valutando i
tempi che corrono poi.. non è difficile capire che è dura vivere anche
con due stipendi..
Così ho avuto la "brillante" idea di provare con gli stabilimenti
balneari e dopo averne girati una decina sono arrivata ad incontrarne
uno. Il proprietario si è subito mostrato molto disponibile, mi ha dato
tutte le informazioni necessarie, sembrava anche una persona molto
seria.
Al chè gli ho lasciato il mio numero di telefono sperando ovviamente in una chiamata.
Erano gli inizi di giugno quando la chiamata è arrivata con la richiesta
di fare una settimana di prova, facendo ogni giorno 1 o 2 ore. Così ho
fatto, sono andata!
Ore utili per imparare cose basilari, poi sembravano anche tutti molto
gentili, pazienti... insomma: non ci potevo credere, con me che non
avevo alcuna esperienza precedente!
La questione dell’indipendenza giovanile è molto sentita, purtroppo
solo da chi si ritrova a vivere la propria età senza speranze economiche
e con una famiglia che ha a carico non poche spese sulle spalle! Il
lavoro diventa urgente necessità che non dà spazio e tempo ad analisi
sull’adeguatezza in quanto a modalità lavorative e rispetto umano!
Quanti altri ragazzi come te lavorano in riviera per guadagnarsi il
minimo indispensabile? Il disagio nell’avere necessità di lavoro, di
cercarlo e infine di sottostare a regole per nulla umane è sentito?
In ogni stabilimento sulla riviera si trovano ragazzi. Direi che sono
loro a "mandare avanti" questo tipo di lavoro stagionale. Sono andata
con un'amica a cercare lavoro ed anche lei ne aveva molto bisogno, ma è
stata meno "fortunata" dato che non l'hanno richiamata.
Mentre lavoravo, poi, i disagi presenti ovviamente li condividevo e sono stati in molti a ritrovarsi in ciò che mi succedeva!
In primo luogo per far percepire subito lo sfruttamento posso dire che
lavoravo tutti i giorni più di 8 ore senza alcun giorno di riposo
settimanale. Intendo dire anche la Domenica se non era chiaro. Con una
pausa in quelle 8 ore che forse poteva durare all'incirca 10 minuti.
Un giorno ho impiegato forse un quarto d'ora a pranzare e mi è stato
fatto notare a brutto muso. Doveva essere la prima e l'ultima volta che
succedeva!
Poi come chiunque può ben immaginare, quando una ragazza comincia a
lavorare non ha la forza e l'abitudine di chi lavora già da tempo quindi
credo sia normale che ci si stanchi particolarmente di più.. In quei
primi giorni invece non mi era permesso nemmeno appoggiarmi sul bancone
con i gomiti (faccio presente che se l’ho fatto è stato in assenza di
clienti).
Quando si puliva per terra mi capitava inizialmente di dovermi fermare e
i richiami erano più che numerosi e sempre in modo arrogante davanti a
chiunque fosse passato, mettendomi in condizione di umiliazione non
indifferente.
E una sedia per sedersi?
Assolutamente no, più volte ho provato a chiedere che venisse messa,
anche in tono scherzoso e considerando la stanchezza negli occhi di chi
lavorava con me. Non so perchè non sia stato mai accettato il mio
bisogno di sedermi almeno a fine lavoro.
Arrivata al culmine della sopportazione ho deciso di licenziarmi dopo due mesi
ed è stato come cominciare a respirare di nuovo. Arrivati a questo punto
ho descritto i miei orari di lavoro, la mancanza di un giorno di
riposo.. e qualcuno potrebbe chiedersi che tipo di contratto preveda
tutto ciò? La risposta come si può immaginare... è che non esiste.
O meglio ho firmato una specie di carta di accordo fittizio che comunque
non prevedeva orari che effettivamente facevo! La cosa che più mi ha
sconvolto è stata sentirmi dire da molti che sono stata anche fortunata:
è che lavorano come me per una paga molto minore! Ma davvero sono stata
fortunata?
Cosa chiederesti ad un assessore, al tuo sindaco, alle istituzioni?
Mi sento quasi banale a fare queste richieste, dato che continuamente vengono fatte!
Ma se sono anch’io qui a ripeterle, beh un motivo ci sarà...
In primo luogo che i giovani vengano aiutati e sopratutto che qualcuno
si assicuri che il loro lavoro non venga sfruttato e sottopagato. I
controlli ci sono? Ma poi i giovani che sono sottoposti a questo lavoro
sono disposti a mentire e coprire il proprio capo pur di non perdere
quello straccio di salario.
E cosa diresti ai ragazzi come te?
Beh cosa posso dire? Di non sottostare a queste regole imposte da impostori.
Perchè in fondo poi è questo che sono.



