SO.HA - GiovaniCittadiniAttivi Pescara

facebook twitter

Simone Pavone : “un musicista per i giovani e non un insegnante…”

Valutazione attuale:  / 1
ScarsoOttimo 

cd cas-big

Così ama definirsi Simone Pavone compositore e musicista pescarese,titolare del Centro studi musicale “L’Assolo”. Classe 1971,e già una notevole esperienza più che ventennale,è una delle figure più importanti della scena musicale pescarese.

Raccontaci prima qualcosa di te:cosa ti caratterizza nella vita musicale?

Ho creato un progetto comunicativo che si chiama L’Assolo. Racchiude tre realtà ben distinte ma inevitabilmente concatenate tra loro: la scuola di musica,l’Assolo per l’appunto, la produzione di dischi e le serate. Queste tre realtà rappresentano un punto d’incontro con un interesse comune,la musica. Un punto d’incontro che si realizza anche con la facciata on line dell’assolo.it !

Parli di progetto comunicativo, ma tu nasci come musicista, pianista per l’esattezza….

Esatto,ma per me, ciò che porto avanti è un progetto comunicativo, perché la musica non è una materia ma una forma di comunicazione!Ci tengo a sottolineare che sono un musicista e non insegnante:cerco di riportare il mio essere musicista ai miei allievi ,trasferendo loro non un metodo,ma la passione ed il piacere ,provando a tirar fuori la loro personalità ,perché ogni individuo è assolutamente diverso dall’altro,unico. Non esiste quindi un metodo prestampato,fermo restando i concetti principali che devono esserci per la preparazione tecnica. Bisogna sottolineare questa unicità del singolo ed insegnare ai ragazzi a non aver paura della loro unicità musicale.

Una bella sfida certo,ma come si può fattivamente collimare metodo di insegnamento con espressione della personalità musicale?

Inserendo i nostri allievi nelle nostre produzioni e serate. C’è infatti sempre la presenza dei nostri ragazzi ed il loro coinvolgimento in prima persona,si punta insomma a far emergere chi ha talento e chi vuole suonare. Ad esempio con il brano “Tra il bianco e l’azzurro” dedicato al Pescara Calcio,i ragazzi hanno fatto il coro; nell’album “La porta aperta”,del 2006 ,gli allievi stessi hanno eseguito alcuni brani inediti. Ci sono diverse fasi in cui i ragazzi possono interagire con le realtà dell’Assolo,dove si può eseguire ,interpretare e creare. Da qui ,la creazione di brani inediti diventa lo sviluppo naturale delle nostre lezioni ed incontri. Per quanto riguarda l’insegnamento si integra piacere e metodo. Si parte da ciò che i ragazzi ascoltano,ciò da cui sono circondati,per poi affrontare un percorso a ritroso,fino ad arrivare agli artisti dai quali quei brani sono partiti,artisti che possono essere sia classici che moderni,senza esclusioni di generi,in quanto la musica è una,dalle mille sfaccettature ma sempre una sola! .

Questo è un approccio molto particolare d’insegnamento,riesci ad attirare molti giovani,anzi giovanissimi,ma è anche molto rischioso in una piccola realtà come Pescara . Parli di serate in cui inserisci i tuoi allievi,ma cosa pensi realmente del panorama artistico –musicale locale?

Penso che sia molto in fermento rispetto a qualche anno fa con diversi personaggi ed artisti interessanti:c’è molta gente che suona e che vuole fare musica. Purtroppo però, c’è ancora molta chiusura da parte dei gestori di locali nel far aprire i giovani musicisti che partoriamo:hanno paura di far suonare i ragazzi con brani propri. Ci sono ormai molti artisti disposti a rischiare,anche all’inizio carriera,esibendosi con propri brani,ma sono spesso costretti a suonare Cover di artisti famosi per volere dei gestori dei locali. Quindi alla fine da una parte i giovani artisti si adagiano,e per fare qualche serata in più, accettano di eseguire solo cover,dall’altra i locali non vogliono rischiare. Penso che le popolazioni e le città crescano in base alla loro crescita culturale,e non solo in base agli incassi che fanno i locali,per questo motivo gli artisti vanno assolutamente stimolati ad essere se stessi. Noi ci crediamo ,per questo organizziamo spesso serate a tema come :”Le voci de l’Assolo”,”Le chitarre de l’Assolo”. Sono delle vere e proprie esibizioni in cui i ragazzi sono protagonisti. Un modo infatti,per avvicinare i ragazzi e toglierli dalla strada, non è solo impartir loro delle cose, è farli sentire protagonisti ,creando qualcosa di positivo attraverso uno strumento od il canto. Si abituano così al palco e ad essere loro stessi,a gestire le emozioni ,una vera e propria gavetta!

Pescara si muove quindi,ma si muove grazie anche a L’Assolo che con le serate prepara al palco i nuovi musicisti di domani .Con questa realtà da anni siete presenti anche nel sociale, abbattendo le barriere e creando nuovi scopi lavorativi,in che modo?

In vari modi,che si finalizzano anche con le produzioni discografiche . Ad esempio il concept album “Ci chiamano bambini”del 2006 è stato realizzato per la fundaciòn P.U.P.I. di Javier Zanetti e sua moglie Paula.Il ricavato è andato all’infanzia disagiata in argentina. Sono anni che collaboro con l’associazione Orizzonte,che tutela i minori e i ragazzi diversamente abili, preparandoli musicalmente attraverso laboratori,per infine poter farli suonare ed esibire insieme ad altri ragazzi più fortunati di loro,integrandoli a tutto tondo con concerti e saggi musicali. Nel 2005 ho anche scritto per loro il brano inedito”L’Orizzonte”. Sempre insieme a questa associazione abbiamo organizzato un laboratorio di tre anni con i detenuti della casa circondariale di Pescara,che si è concluso con la realizzazione di un cd uscito nel 2008: “L’Occasione”,al cui interno ci sono quattro brani frutto del laboratorio musicale per la risocializzazione dei detenuti.

So che hai un orgoglio nel cuore,oltre alla collaborazione con diversi ed importanti musicisti sia in ambito locale che nazionale. Ci dici qual è?

Tutte le nostre produzioni ,anche quelle con artisti del calibro di Red Sprecacenere,Carlo Splendiani,Roberto Chiodi(ex cantante della Steve Rogers Band,storico gruppo supporto di Vasco Rossi)sono state realizzate e prodotte completamente in ambito locale! Come il disco “Canzoni a soggetto”,uscito nel settembre 2009,pubblicato per festeggiare il ventesimo anno di attività. Un raccolta dei brani più significativi che contiene alcuni inediti. C’è in questo album lo stupore che mi coglie davanti ad una nuova canzone,la curiosità che mi accompagna nelle serate dei locali,quel senso di potenza unito ad una meravigliosa paura che mi accompagna nei concerti,il piacere di crescere mentre vedo crescere i miei allievi…ma soprattutto c’è la sensazione di avere appena iniziato. Anche tutto ciò è stato completamente realizzato e prodotto fra Pescara e Francavilla!

Questo ci fa sicuramente ben sperare…Vorrei però che ora ci dicessi qualcosa della tua attività di musicista in senso stretto,da quello che si evince non ami le cover band che tanto vanno nel nostro panorama musicale italiano…

Si,non le amo perché rappresentano il nascondersi del vero musicista. Può essere sicuramente un buon inizio avere dei punti di riferimento in alcuni artisti da cui partire. Un musicista ha però poi il dovere di mettere se stesso nelle varie creazioni,nascondersi dietro un ripetere ciò che ha creato un altro artista,seppur più famoso,è come indossare una maschera. Quando mi esibisco con la mia band,”L’Assolo Band”,mettiamo in scena brani inediti,intervallati da cover riarrangiate e rivisitate a modo nostro. La band è un “Open Band” in quanto alcuni componenti ,a volte,si alternano o si cambiano fra loro. Per quanto riguarda la mia attività di pianista mi esibisco nelle serate di “Solo piano solo”,sono le mie esibizioni con me solo,al pianoforte. Il repertorio è standard ,spazia dal jazz,pop,rock,blues,in cui non c’è scaletta ma sono completamente libero di emozionare. Queste serate di solo piano sono partite come esperimenti da parte dei locali,ma poi si sono avvicinati in tantissimi,soprattutto giovani,e forse i locali stessi non se lo aspettavano.

Da ciò che dici,sembra che le serate di solo piano rappresentino per te un motivo in più per incitare i giovani pianisti a credere in esibizioni di questo tipo!Dacci allora un’ultima dritta per i giovani artisti e non solo,scoraggiati magari da un ambiente locale non troppo vivace….

Si,le serate di solo piano stanno scoprendo un nuovo e nutrito pubblico. Una dritta? Venite tutti al Cherry Village di Ripa Teatina (CH),è un locale ,attivo dal 2008,in cui ci si può rilassare,stuzzicare cibi,ma soprattutto ,spesso ci da la possibilità di esibirci,di organizzare serate a tema, durante tutto l’arco dell’anno,come l’ultima di:”Canto e mi porto un amico”.Le serate a tema sono ovviamente aperte non solo ai nostri ragazzi ma a tutti coloro che hanno voglia di mettersi in mostra,suonare o anche solo ascoltare,ovviamente siete sempre tutti invitati!

di

Barbara De Lauretis