Economia e legalità
Attentato a casa Di Landro, nuova fiction?
Attentato a casa Di Landro. Vista così, letta così, sembra una nuova sit-com, oppure l'inizio di quei servizi strappa lacrime con cui i vari studio aperto o pomeriggio5 infestano il pomeriggio e i pasti degli italiani, rendendo ogni fatto di cronaca una triste poesia, un romanzo accompagnato dalla solita pretestuosa triste musichetta. Non è un film, non è finzione. L'estate 2010 si porta dietro anche questo ignobile atto, una di quelle minaccie che non si vedevano così eclatanti dall'Addaura di Palermo con destinatari Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Aggiungiamo anche i 30 corvi morti lungo una
Le mafie nel pallone
Dossier di Libera sulle infiltrazioni mafiose nel calcio italiano: 30 clan coinvolti e affari milionari, scommesse, partite truccate, presidenti boss, riciclaggio di soldi, le mani sul calcio minore le voci del nuovo affare targato criminalità.Oggi, in una conferenza stampa presso la Bottega dei sapori e dei saperi della legalità di Libera a Roma, una anticipazione del libro che sarà disponibile a partire da settembre. “Le mafie nel pallone” curato da Daniele Poto, edito dal gruppo Abele, è una disamina precisa e puntuale degli interessi malavitosi che ruotano dentro e fuori il mondo dei football italiano. Dalla Lombardia al Lazio, abbracciando la Campania, la Basilicata, Calabria, toccando la Puglia, con sospetti in Abruzzo e con un radicamento profondo in Sicilia. E con il nord Italia che appare non immune da questa onda di illegalità calcistica. Nella spartizione della torta c’è dentro tutto il gotha della mafia, dai Lo Piccolo ai Casalesi, dai Mallardo ai Pelle’, dai Misso alla cosca dei Pesce a quella dei Santapaola. Oggi i clan guardano al mondo del calcio, controllano il calcio scommesse, condizionano le partite, usano questo sport per cimentare legami della politica, riciclando soldi. A fare gli onori di casa, presso la Bottega, il giornalista Valerio Piccione che ha introdotto tra i primi l’autore -giornalista Daniele Poto: “Questo lavoro nasce dalla volontà di parlare di un affare silenzioso ed invisibile che tranne rare e poche eccezioni non ha trovato spazio nei rapporti della “direzione antimafia” degli ultimi tre anni. Abbiamo cercato di portare alla luce un lavoro investigativo producendo un voluminoso testo lungo centinaia di pagine di approfonditi report”. Nella mappatura fatta dal testo il caso emblematico, per ciò che riguarda il grado di infiltrazione e di condizionamento delle dinamiche agonistiche, è sicuramente quello che riguarda il Potenza Calcio.
Il blitz di Rosciano costa caro a Ganzer
come le zone più ambigue e corrotte in colombia, argentina, messico.
Una pagina poco chiara torbida e nefasta d'Italia tocca l'Abruzzo.
Una villa tra cepagatti e rosciano, ribattezzata dagli abitanti"la casa dei drogati", apre una scenario fosco e triste della lotta alla criminalità
tratto da www.iltempo.it
Il genarale dei carabinieri comandante del Ros Giampaolo Ganzer è stato condannato dai giudici del tribunale di Milano a 14 anni di carcere per presunte irregolarità in operazioni antidroga condotte negli anni '90, a 65mile euro di multa e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Una delle due operazioni oggetto dell'inchiesta è "Cedro uno", iniziata nell'ottobre 1995 e conclusa nel settembre 1997 con l'irruzione in una villetta a Rosciano ritenuta centrale di raffinazione per la pasta di cocaina. Era l'11 settembre quando gli uomini del Ros diretti dall'allora colonnello Ganzer svelavano un traffico internazionale gestito dai colombiani, con il coinvolgimento di ‘ndrangheta, camorra e Sacra corona unita. I colombiani preferivano l'Italia per la trasformazione della coca base per la facilità nel reperire i prodotti necessari alla lavorazione. Per la prima volta in Europa, anche grazie ad infiltrati e alle moderne tecniche di intercettazione, si era seguito il traffico della droga dalle sue fasi iniziali, arrrivando alla più grande raffineria d'Europa, proprio in Abruzzo. Secondo i magistrati di Milano, però, non era oro tutto quel che riluceva sotto i bagliori di blitz spettacolari. La sentenza è stata emessa dopo otto giorni di camera di consiglio, 200 udienze in cinque anni, nei confronti di un ufficiale da trent'anni uomo dell'Arma e delle istituzioni, che ha indagato contro il terrorismo e contro il crimine organizzato. Ganzer è stato riconosciuto colpevole di aver operato per «carriera, visibilità, prestigio» forzando la legge e trasformando la caccia ai narcos in una partita dove tutto era lecito e in cui in nome del risultato si potevano importare, raffinare, vendere chili e chili di droga, destinati a perdersi nel mercato sotterraneo gestito dai clan. Ganzer, imputato insieme ad altri 17, è stato però assolto, come gli altri del resto, dall'accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Luigi Federici, comandante generale dell'Arma dei Carabinieri dal 1993 al 1997, non ha dubbi sulle capacità e sull'onestà di Giampaolo Ganzer: «È uno dei più bravi e impegnati ufficiali che ho avuto il privilegio di avere alle mie dipendenze», afferma; aggiungendo che ritiene la condanna «incredibile» e di avere «fiducia nel buonsenso e quindi credo che chiariranno in appello». A Rosciano la cocaina arrivava grezza dalla Colombia per essere lavorata da quattro chimici sudamericani e finire poi sulle piazze di spaccio di tutta l'Europa in quantità industriali. Per Ganzre l'accusa sostenuta dal pm Maria Luisa Zanetti aveva chiesto la condanna 27 anni per i reati di traffico internazionale di stupefacenti, falso, peculato e traffico d'armi.
Un eroe borghese
Dopo falcone,e in certo senso collegandomi a lui, ora che si parla di sprechi, costi della politica e quant'altro, vorrei dar voce a una persona realmente esistita e divenuta un film, "un eroe borghese" appunto....
sto parlando di Giorgio Ambrosoli, banchiere, ucciso dalla mafia ma non solo, da quell'intreccio politica stato mafia che non si riesce mai a capire......
era 1 semplice persona di banca che semplicemente, senza voler sfidare nessuno, senza "atti di forza" voleva onestamente fare il suo volere....si è messo contro per questo il 3o livello, andreotti nel definire quello che è stato il mandante del delitto ambrosoli lo definì "salvatore della lira".....eppure aveva semplicemente fatto il suo mestiere.....
Il legame tra intercettazioni, Vaticano e Protezione civile
C'è un un unico filo rosso che lega la protezione civile di Bertolaso Balducci & co., l'intoccabile vaticano che negli ultimi tempi sembra più discusso e tormentato e infine il progetto di legge che da più parti è stato considerato "criminale".Nonostante il dissenso di un ministro (irrilevante nei fatti la sua assenza a Cannes, anzi uno spot) Draquila (il film della Guzzanti) ha svelato al grande pubblico e al mondo quello che in pochi sapevano: l'uso della protezione civile per manifestazioni che di "protezione" per la gente poco avevano. Nulla.
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